Gli innamoramenti

“L’ abitudine può sostituire l’amore, non l’innamoramento…quel che è molto raro è provare una debolezza, una vera debolezza per qualcuno che comunque la produca in noi…che ci renda deboli…che ci impedisca di essere oggettivi e ci disarmi in eterno…”

“Gli innamoramenti” (Javier Marias)

 

Maria Dolz lavora come redattrice in una casa editrice di Madrid.
Da qualche anno, tutte le mattine, fa colazione in un bar ed osserva, in silenzio, una coppia di sconosciuti.
Non osserva una coppia qualsiasi, ma una coppia che, ai suoi occhi appare “perfetta.”

Osserva in silenzio e con discrezione gli sguardi che i due innamorati si scambiano prima di andare a lavoro, i dialoghi colmi di complicità, il loro gesticolare, attento e premuroso nei confronti dell’altro.

Maria fantastica e si emoziona nel vedere una coppia così affiatata.

Si nutre del loro amore senza mai provare invidia. Anzi avverte una sensazione di benessere e gioia che le consentono di affrontare le sue monotone giornate caratterizzate da un lavoro insoddisfacente e un accompagnatore a metà.

Un giorno, tuttavia la coppia non si presenta.
Sembra improvvisamente scomparsa nel nulla. Questa assenza genera in Maria un profondo scoramento, al punto che ogni giorno che passa perde il suo ottimismo.

Per caso viene a sapere che Miguel, il marito della coppia, è stato aggredito ed ucciso da uno sconosciuto, che lo ha scambiato per un altro.

Una mattina, a distanza di qualche mese dall’accaduto, Maria incontra al bar Luisa, la vedova di Miguel. In quell’istante presa da un impulso irrefrenabile decide di non voler essere più un’anonima osservatrice.

E si avvicina alla donna per conoscerla, per osservare gli effetti di un amore strappatole prematuramente da un feroce scherzo del destino.

Luisa quel giorno invita Maria a casa sua dove conosce  Javier, il  migliore amico di  Miguel, di cui Maria si innamorerà ed con il quale inizierà una breve relazione.

Nel corso della loro relazione, Javier non le nasconderà mai i suoi sentimenti verso Luisa.

Attende solo che il tempo sfumi, definitivamente, l’immagine di Miguel, per far posto ad una nuova opportunità: l’incontro con lui.

Maria, consapevole di tutto questo, sceglie di amarlo in silenzio, nonostante si renda conto che i loro incontri sono privi di alcun senso.
Scambi sporadici, introspettivi, in cui i pensieri di Maria, spinti da un flusso di emozioni dirompenti, si inseguono in maniera ossessiva. Fino a quando inizia a sospettare che l’uccisione di Miguel non sia avvenuta per caso.
Javier ne sarebbe l’artefice. Lui non nega, anzi le presenterà una nuova verità.

“Il passare del tempo esaspera e condensa qualsiasi tempesta, anche se al principio non c’era neppure una nube minuscola all’orizzonte. Ignoriamo quel che il tempo farà di noi con i suoi strati sottili che si sovrappongono indistinguibili, in che cosa è capace di trasformarci.”

Maria osserva tutte le mattine una coppia di sconosciuti, una coppia che incarna, nella sua fantasia, un amore genuino, duraturo, passionale. Un amore perfetto.
Un giorno però le illusioni, costruite in anni di osservazione, si frantumano bruscamente.
Spinta dal desiderio di voler conoscere gli smottamenti emotivi provati da Luisa in seguito alla perdita affettiva del marito , Maria entra, per la prima volta, in un mondo sconosciuto.

Un mondo in cui scopre e si lascia travolgere dal lato oscuro dell’amore e dell’innamoramento, i cui protagonisti sono il tempo, l’incertezza, l’inganno, il dolore, la manipolazione, la fragilità, la speranza.
Il tempo ci trasforma lentamente, raramente ne siamo consapevoli. Ma è sempre con noi, dentro di noi. Le relazioni d’amore non sono immuni dal suo passaggio,

“quante persone che ci sembravano vitali perdiamo per strada, quante si esauriscono e con quante si diluisce il rapporto senza che vi sia un motivo apparente né tantomeno  importante. Le uniche che non ci vengono meno né ci deludono sono quelle che ci vengono strappate, le uniche che non lasciamo cadere sono quelle che scompaiono contro la nostra volontà, bruscamente, e così non hanno il tempo di crearci dispiacere o di deluderci.”

Tuttavia il tempo trascorre senza mai voltarsi, ed un amore interrotto prima o poi lascia spazio al desiderio che appare all’orizzonte.

Desiderare significa andare incontro all’altro…anche innamorarsi.

Innamoramento, che non è amore, non ancora, e forse non lo sarà.

Innamoramento che ci inebria, ci spaventa, ci perturba, ci rende fragili, ci apre ad emozioni sconosciute. Innamoramento che si svela nella dimensione dell’incontro, attraverso l’altro ognuno prende forma, in questa dinamica l’altro appare unico, e questa unicità ci rimanda un’immagine di noi consistente e piena, ci legittima nelle nostre espressioni e nella ricerca dei nostri significati.

Attraverso questo riconoscimento ci si sente più autentici, e attraverso le dimensioni e le caratteristiche dell’altro si colgono e si articolano parti di sé, altrimenti sconosciute, in un processo di reciprocità e crescita .

 

Dr.ssa Paola Uriati

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