Potere e solitudine nella coppia

“Che interesse avrebbe una scogliera, una foresta, un rudere se non vi fosse implicata una attesa? E attesa di che se non di lei, della creatura che ci potrebbe fare felici?”       ‘Un amore’, (Dino Buzzati)

 

Milano.

E’ una  giornata qualsiasi.  Il cielo è grigio. All’orizzonte si vedono alcune nubi sparse, che rapidamente vengono  inghiottite dalla nebbia. L’atmosfera è anonima e piatta. E’ una mattina qualsiasi.

Antonio Dorigo, si trova nel suo studio, ubicato all’ottavo piano di un grattacielo di Milano.

D’un tratto, sono circa le 10,30, decide di comporre il numero della signora Ermelina.

La donna  gestisce da anni,  una casa d’appuntamenti. Si accordano per le 15,30 del giorno stesso.

Antonio Dorigo, architetto di 49 anni, è single.  E’ un uomo colto, benestante, preso, soprattutto, dal suo lavoro. Una vita che scorre regolarmente , senza particolari smottamenti emotivi.

Anche perché i suoi rapporti con le donne sono, da sempre,  piuttosto superficiali. Per la sua educazione rigida  e moralista. O per la sua paura di coinvolgersi, chissà… Gli incontri con l’altro sesso, spesso,  si riducono in rapporti occasionali. E a pagamento.

Come quel giorno. Un giorno di febbraio in cui incontra Laide Anfossi.

Prostituta, ancora minorenne, e ballerina part-time alla Scala. E’ nella stanza  assieme a lei, quando, Antonio, ha, d’un tratto, come la sensazione di averla già vista.

L’uomo ricollega la ragazza ad una figura sfumata che vide, tempo prima, in una via di Milano.

Ricorda che passeggiava in un quartiere diverso da quelli alto  borghesi che lui, abitualmente frequentava.

Quello era, invece, un quartiere popolare e decadente.  Che sprigionava un’ energia sinistra.

Antonio, all’improvviso, entrò in un vicolo stretto che finiva in una piazzetta circondata da edifici distrutti. Un angolo dimenticato e misterioso.

In quel luogo buio, notò ad un tratto, una giovane ragazza.  Che camminava davanti a lui.

Si incuriosì dei movimenti della ragazza. Passi decisi. E caratterizzati dal suono, ritmato, dei tacchi alti e sottili sul selciato. Un portamento elegante.  E, al contempo orgoglioso di sé.

Antonio la seguì.

Era dai tempi della scuola che non seguiva una ragazza.

Esperienze infelici per quel suo complesso d’inferiorità che, da sempre, emergeva nei suoi approcci con le donne.

Ma la ragazza, all’improvviso, scomparve in un vicolo. Lui non fece nulla per cercarla.

Gli rimase, appiccicata addosso,  solo  quella sensazione  di fascino e mistero, mescolata ad altre sensazioni che quel contesto, sconosciuto, gli aveva elicitato.

Antonio la cerca anche nei giorni successivi.

E finisce di innamorarsi perdutamente di Laide.

Si innamora della sua freschezza, della sua diversità, del suo essere una figura sfuggente e misteriosa.

La ragazza lo riporta a vivere quegli slanci giovanili, sepolti dal tempo e dall’insicurezza.

Ma più Antonio cerca di trasformare la relazione in qualcos’altro, compiacendola in tutto e per tutto, più  la ragazza si distanzia da lui, attraverso un muro di atteggiamenti sfrontati e spregiudicati.  Un muro di  menzogne.

Bugie che lo trascinano, giorno dopo giorno, in un vortice . Un gorgo di dolore e  sofferenza, di umiliazioni e tradimenti. E di esplosioni di rabbia.  Non sa più chi è. Nulla ha più ragion d’essere senza di lei.

Nonostante ciò, Antonio, si sente vivo.

Si, per la prima volta si sente vivo. Anche mentre precipita.

“perché lui era stato come una pietra legata a una corda e fatta girare più svelto sempre più svelto e a farla girare era il vento era la bufera d’autunno era la disperazione, l’amore.”

Si sente vivo, Antonio, nell’attesa di sapere se lei, il giorno dopo, ci sarà. Con i suoi modi  sfrontati . Ma che, allo stesso tempo, rivelano ad Antonio quell’innocenza e quella giovinezza che lo perturbano profondamente.

Dopo vari, faticosi, tentativi Antonio riesce ad allontanarsi dalla ragazza .

Tuttavia, la ricercherà  qualche mese dopo.

S’ incontrano a Milano.

E Laide gli chiede se può continuare a pagarle l’affitto per qualche mese. Lui le domanda  perché mai dovrebbe farlo, cosa ne avrebbe in cambio.

Lei gli replica che “ l’unica cosa che posso darti è la mia persona, se non ti fa schifo.”

Laide è cambiata. Mostra le sue fragilità.

Gli comunica che aspetta un bambino.

“Antonio non gira più trascinato dalla tempesta, Antonio è fermo è tornato ad essere Antonio e ricomincia a vedere il mondo come prima.”

Antonio si dichiara innamorato di Laide.

E’ ossessionato da lei. Ma non si svela, non le permette di entrare nel suo mondo.

Laide non conosce la sua famiglia, i suoi amici, il suo mondo.  Antonio desidera sapere tutto della ragazza, senza esporsi.

La controlla fino al punto in cui le propone di darle un mensile.

Purché non vada con altri uomini. Un comportamento che genera, nella ragazza, l’effetto contrario. Poiché la legittima  nel continuare a prostituirsi.

E l’allontana, ancora di più, da Antonio. Che non può più sfuggire, a quel punto, alla sua solitudine.

Ogni relazione è una ricerca di significati da condividere e di con-senso.

La costruzione di significati comuni nasce sempre dal confronto di storie, di significati personali che, in un dato momento si incontrano.

Fino a quando la relazione mantiene la sua caratteristica di reciprocità, in cui il partner viene riconosciuto nella pienezza dei suoi significati personali e nella sua unicità, il  potere nella relazione è meno orientato a limitare la libertà dell’altro e sull’altro, mentre coopera alla ricerca dei significati comuni.

Quando, invece, la relazione perde la sua caratteristica di riconoscimento reciproco, maggiore sarà il senso di solitudine. E, in questo caso, il potere sull’altro diventa l’unico modo per riempire quel senso di insicurezza personale e di isolamento.

Potere che finisce per limitare e  negare quella libertà e quel riconoscimento personale che, in genere, si ricerca in un rapporto di coppia.

 

Dott.ssa Paola Uriati

Condividi l'articolo

Facebook
Twitter
LinkedIn
WhatsApp

Articoli recenti

Blog

Incontrarsi

Incontrare l’Altro spesso innesca la possibilità di cogliere noi stessi da prospettive e significati diversi da quelli cui il nostro quotidiano ci aveva abituato.
È anche per questo che gli incontri, naturalmente quelli significativi, spesso ci turbano e ci rimandano il senso di poterci destabilizzare. Proprio perché ci costringono, in qualche modo, a confrontarci con il nostro mondo, le nostre credenze, i nostri valori, ma anche con le parti di noi più inconsapevoli e meno coerenti con l’immagine di noi stessi che spesso facciamo fatica a riconoscere, accettare ed esprimere.

Leggi Tutto »
Blog

UNA BELLA BIONDA

A volte l’alcol si insinua tra le maglie della solitudine, e di frequente dilaga quando perdiamo o ci allontaniamo da punti di riferimento significativi. I suoi effetti, a lungo andare penetrano nell’interiorità, anestetizzano emozioni discrepanti e dolorose, rispondono ad una mancanza. L’alcol colma dei vuoti che non trovano altri contesti di riconoscimento e riempie, con la forza dell’abitudine e della gratificazione immediata, un’esistenza in cerca di nuovi significati.

Leggi Tutto »
Blog

La crescita di un figlio, il tramonto di un genitore

Quando un ragazzo si avventura negli anni dell’adolescenza, vive una vera e propria rivoluzione, certamente la più importante.
Ovviamente, tale cambiamento non può non coinvolgere anche il genitore e la relazione che questi ha con il proprio figlio.
A volte accade che un genitore faccia fatica a lasciar andare e ad accettare l’esigenza di autonomia del figlio, che viene vissuta con un senso di perdita.
Può sentirsi confuso, disorientato, arrabbiato, triste, in colpa… Queste sono solo alcune delle emozioni consuete, che possono variare d’intesità e durata, a seconda della propria storia personale, e del momento di vita che si sta attraversando.

Leggi Tutto »
Blog

Appuntamento al buio

Chi si incontra in questa ‘spiaggia’?
“ci sono due tipi di persone fra cui scegliere: quelli che affondano e quelli che non vanno avanti.”
Tuttavia, accettare un appuntamento al buio a volte significa anche mettersi in gioco. E mostrarsi disponibili a quelle aperture di senso che soltanto il futuro, con le sue incognite, le sue incertezze, i suoi pericoli, ma anche il suo oceano di possibilità, può darci.

Leggi Tutto »
Blog

Cadaveri in giardino

Ognuno di noi tende a rimanere chiuso in una sorta di corazza, di cui non si accorge per via della routine, con una prospettiva che ha difficoltà ad andare oltre la staccionata del proprio giardino. Sono pochi i momenti che riescono a penetrarla, a darci un’esperienza di noi diversa, in cui ci si chiede “oh, oh…cosa è accaduto?”
Ed è in questi momenti che emergono significati che pensavamo non ci appartenessero, e ci sorprendono e ci fanno riflettere.

Leggi Tutto »
Blog

Tra solitudine ed autoinganno: una fragile armonia

L’autoinganno ci consente una narrazione che riesce a darci una stabilità, mettendo in ombra gli aspetti problematici o dolorosi della nostra esistenza, e gettando luce solo su quello che ci fa piacere raccontarci, evitando le domande scomode che aprirebbero dolorose incrinature sul nostro senso di stabilità personale.

Leggi Tutto »
Blog

“ Il figlio fantasma”

Il figlio ‘fantasma’ rappresenta un figlio ‘diverso’. Un figlio che, secondo i canoni della nostra società, quelle dell’opulenza e del benessere a tutti i costi, rischia sempre di vivere con difficoltà il suo senso di unicità e diversità

Leggi Tutto »
Blog

“Passione semplice”

La passione ci coglie spesso impreparati, sfugge ad ogni ricerca di significato, perché non si spiega, si vive e basta.
La passione non ha tempo e direzioni. Soprattutto la passione nasconde mentre si vive quei significati che l’hanno preceduta.

Leggi Tutto »
Blog

“A chi dirò la mia tristezza?”

Soprattutto in un periodo così pieno d’incertezze, privo di punti di riferimento, è un bene prendersi del tempo per se stessi e per gli altri.
Doniamoci, quindi, ogni giorno, uno spazio per fermarci, per fare spazio alle parole e ai sentimenti dell’altro, anche se a volte sarebbe più comodo evitarli.
Prendiamo il coraggio di cogliere quegli sguardi, e di non temere la paura e la solitudine.

Leggi Tutto »
Blog

Storia di un inizio

Soffrire significa crescere, significa darsi delle opportunità.
Dipende anche e forse principalmente da noi cercare delle vie d’uscita da situazioni che sono ormai finite, che non accettiamo più. Per noi stessi e anche per chi ci stà vicino.

Leggi Tutto »
Blog

La bellezza allo specchio

Betty ed Odette, due donne, due percorsi personali diversi, ma che hanno un aspetto in comune: il timore d’invecchiare.
“Invecchiare è doloroso e atroce. Significa lasciare svanire, senza poter fare nulla, la soavità della pelle, la sua grana lattea, vederla macchiarsi, diventare flaccida e cadente; rinunciare agli sguardi che un tempo si posavano su di noi durante una passeggiata, sguardi bramosi, spesso affamati, che ci fanno sentire belle e appetitose, e la cui insistenza, la cui volgarità a volte, è una lusinga.”

Leggi Tutto »
Blog

Passione e morte alla roulette

Mrs C. ed il giovane diplomatico, si erano incontrati in un casinò della Costa Azzurra. Non si trovavano in quel luogo casualmente. Entrambi speravano di alleviare, davanti ad un tavolo da gioco – l’uno giocando, l’altra passando del tempo- quei sentimenti di noia, di solitudine, e di vuoto che puntualmente, si presentavano nella loro quotidianità.
Vissuti che, una sera di maggio si incontrano, si osservano, si riconoscono, si rincorrono. Ma sfuggono via ad ogni tentativo di ricerca di intimità. Sfuggono da cosa?

Leggi Tutto »
Blog

Le scelte difficili

E’ inevitabile  fare delle scelte nella vita. Scelte non sempre facili da realizzare, spesso di incerta realizzazione, anche dolorose.
Riflettiamo, dunque, su cosa significa per noi affrontare le situazioni, indipendentemente dalla nostra età.
Si, perché le scelte non hanno un’età, ma sono legate ad un’identità personale, ad una storia di vita, e questa può mutare nel tempo.

Leggi Tutto »
Blog

Desiderio, pornografia e solitudine

Martino si illude fino alla fine di poter riempire la propria aridità affettiva, la propria insoddisfazione, il proprio defect esistenziale, con il porno, in un anelito adolescenziale di accettazione e integrazione.
Ma il ‘desiderio’ in Martino è assenza dell’altro, è mancanza di condivisione. E’ un buco nero dove lasciarsi inghiottire. Un naufragio narcisistico.

Leggi Tutto »
Blog

Segreti privati

Durante l’esistenza accadono esperienze in cui la dimensione di sé più segreta ed intima, necessita di uscire allo scoperto, cerca uno spazio in cui manifestarsi.
Dare la possibilità alla nostra interiorità di esprimersi e manifestarsi, significa ri-trovarsi in un mondo di relazioni che sia più in sintonia con le nostre emozioni del momento.

Leggi Tutto »
Torna su